Dott. Pelagatti Saverio

Odontoiatra

 

TERAPIA ORTODONTICA FUNZIONALE

 

La terapia ortopedica funzionale si avvale di apparecchi ortodontici mobili di diversi tipi.

Quello che utilizzo maggiormente nel mio studio è il REGOLATORE DI FUNZIONE DI FRANKEL.

L’apparecchio di Frankel può essere utilizzato in tutte le classi dentali e scheletriche, però io lo utilizzo principalmente nei casi di II classe scheletrica con retrusione mandibolare e morso profondo.

L’azione che svolge in questo caso  è quella di stimolare la crescita mandibolare attraverso una ginnastica muscolare a cui il paziente è costretto nel portare l’apparecchio. L’apparecchio infatti è “ a caduta”,  cioè non rimane fisso in bocca ma cade nel parlare obbligando il giovane paziente a una continua ginnastica. Egli non deve svolgere esercizi particolari ma l’unica cosa che deve fare è cercare di tenere le labbra il più possibile chiuse.

L’apparecchio deve essere costruito dopo una presa del morso in cera che di solito viene preso con la mandibola in avanti e gli incisivi in posizione di testa a testa o quasi testa a testa, in modo di migliorare soprattutto i lineamenti e il profilo del paziente. Se l’avanzamento è superiore ai 6 o 7 mm è preferibile fermarsi a questo livello e una volta che il paziente ha corretto questo gap riprendere un nuovo morso di costruzione e riadattare l’apparecchio al nuovo morso.

Quando iniziare la terapia con il Frankel?

L’età ideale per iniziare la terapia varia dagli 8 ai 14 anni circa a seconda del sesso e dello sviluppo individuale.

Quanto dura la terapia con il Frankel?

La durata della terapia varia da soggetto a soggetto ma di solito si aggira sui 2 o 3 anni.

Distinguiamo una fase attiva che dura fino a che non si è raggiunto il risultato voluto e una fase di contenzione in cui l’apparecchio viene portato solo di notte per evitare una recidiva del difetto.

Per quante ore al giorno deve essere portato il Frankel?

All’inizio faccio portare l’apparecchio solo di notte e qualche ora durante il giorno, poi chiedo di aumentare progressivamente le ore in cui il paziente lo porta fino ad arrivare nel giro di un mese a portarlo a tempo pieno ad eccezione di quando il paziente fa sport e di quando mangia. Questo tipo di approccio è personale e non è quello classico riportato in letteratura ma l’ho elaborato negli anni con l’esperienza clinica dove con questo approccio ho avuto un adattamento e una accettazione dell’apparecchio velocissima.

 


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